Teatro Auditorium G. Galilei - Romanengo
2006/2007 19a Stagione



Teatro – Danza – Musica

LA PERSISTENZA DEL CORPO


Le storie del teatro ci parlano di donne, di uomini, di corpi. Storie che riflettono i cambiamenti della vita sociale, che testimoniano i conflitti e i rapporti di dominio. Storie d’amore e di guerra ma inevitabilmente storie di corpi. Corpi mercificati, esibiti, innamorati, torturati. Esultanti un’umanità trionfante o mortificati e oppressi. Il teatro testimonia questa umanità, è il luogo del conflitto ma anche della ragione e delle possibilità. Questa 19a stagione seguirà principalmente due percorsi: quello della memoria storica e quello della contemporaneità sviluppandoli con i linguaggi del teatro, della danza e della musica. Non necessariamente separati, spesso uniti a comporre pièces originali. Un programma composito con dodici spettacoli equilibrio fra impegno politico e sperimentazione.


In apertura la graffiante Giuliana Musso che con Sexmachine ci offre uno spaccato sull'industria del sesso nel Nord-Est. E poi la musica trance e le danze estatiche della confraternita Gnawa del marocchino Abdeslam Alikane. I corpi falciati nella lotta partigiana di Vorrei morire anche domani, un testo semisconosciuto di Dario Fo portato in scena in prima nazionale dopo 35 anni da Mario Pirovano. I corpi inceneriti dalla follia nazista di Thereseinstadt (La città che Hitler regalò agli ebrei) raccontati in una sorta di cabaret tragico dal Teatro Persona. La vicenda tutta femminile di Roma ore 11 del quartetto Miti Pretese ambientato negli anni ’50, ma sembra storia d’oggi. I corpi gettati nella lotta nel brechtiano Santa Giovanna dei Macelli in una potente ed originale messa in scena del Teatro Due Mondi. Il conflitto fra due uomini in un ermetico linguaggio nella nuova messa in scena nel premiato Il Giardino delle arance e degli Angeli che piangono di Piccolo Parallelo.


La danza che fa del corpo il suo campo di lavoro è presente con tre ottime performances. I francesi A Fleur de Peau che con Retrotospectif portano a Romanengo, in una unica data italiana, la loro singolare danza ironica. Chi vorrà conoscere meglio il loro lavoro potrà partecipare ad un Laborarorio. I corpi nudi clinici e perfetti del triangolo maschile in Corpus Hominis di Paola Bianchi. Come fumetti invece le storie scanzonate nelle immaginarie Stanze di Roberto Castello, amplificate in tempo reale dalle riprese video di Giacomo Verde.


E infine i corpi gioiosi e musicanti del Quartetto Euphoria e le marionette/clown di Alessandro Fullin e Clelia Sedda: pura felicità motoria a confermare il predominio del corpo sulla parola. Il questo clima di proclami e guerre sante, il corpo a corpo fra attore  e spettatore, è davvero l’unico conflitto che auspichiamo. Buon divertimento.


Il Direttore Artistico

GMarco Zappalaglio