Ci sono festivals che inseguono tendenze e novità, altri che espongono grandi nomi della scena, altri ancora nati per tramandare le tradizioni: ODISSEA vuole essere principalmente un progetto per il territorio e attorno a quest’idea chiama a se gli artisti. Anche questa edizione del FESTIVAL DELLA VALLE DELL'OGLIO, che nasce sotto la cifra scaramantica del 7, costruirà un percorso lungo le rive del fiume offrendo ad un pubblico, sempre più critico ed esigente, opportunità di spettacoli, concerti, incontri con aspetti originali della cultura accomunati oltre che dalla qualità da una particolare attenzione alla scoperta di luoghi affascinanti e imprevedibili.
Ancora più fitto quest’anno il calendario, 30 eventi divisi in tre sezioni. Oltre agli spettacoli e concerti tornerà Filosofi lungo l’Oglio e una nuova sezioneNaturalmente Arte che offrirà nuove opportunità di incontri, sguardi, installazioni intorno al rapporto fra arte e natura.
LE LINGUE, LE CITTÀ, GLI EROI: questa la triade che lega gli spettacoli e i concerti. LE LINGUE perché anche in questa tempo di villaggio globale le lingue e i dialetti determinano ancora il senso di appartenenza ad un luogo, ad una comunità. Fosse solo il suono, il gusto del fraseggio, il ritmo delle parole che gli uomini riconoscono come proprie LE CITTÀ. Alcune simboliche, oppure vive e pulsanti, altre ancora perse nel nostro immaginario. Ognuna che racchiude un mondo, ognuna con una propria umanità palpitante, ritmo, amore e disperazione. GLI EROI. Contemporanei, romantici, omerici. Perché incarnano l’avventura, il riscatto, la spinta vitale di cui tutti noi abbiamo ancora bisogno. Una babele linguistica che affiancherà lingue e dialetti: il farsi dell'iraniana Yalda, lo spagnolo delle Malasangre, il siciliano del Teatro dei Pupi dei Fratelli Cuticchio dichiarato “Patrimonio Immateriale dell'Umanità”, l’indi della Jaipur Maharaja Brass Band, Gitani del Rajastan per la prima volta in Europa, il gramlot e la Venezia di Marina De Juli, la Buenos Aires evocata con il tango dei Quejas de Bandoneon, la Milano noir e misteriosa de La città di M. della Compagnia A.T.I.R., il Napoleone del Mago Bustric, il Garibaldi di David Riondino, il poco conosciuto Matrimonio di Don Quijote dei giovani Baby Gang, Mohamed Ali incarnato da Rufin Doh Zeyenouin, Le città invisibili di Calvino dell’Orchestra Tascabile Claudio Angeleri. In questa babele linguistica ed eroica non poteva mancare un richiamo all’Ariosto con Orlando furiosamente solo rotolando di Armamaxa e una serata per ricordare quel moderno Icaro che è stato Angelo D’arrigo. Senza dimenticare la gioiosa Festa degli Asini, la poesia del Giardino di Piccolo Parallelo o il visibile e l'invisibile di Lorenza Zambon. Sette è il numero della bibbia e del mistero. Il numero perfetto, il simbolo dell’equilibrio. Sette anche gli anni che Calypso tenne legato a se l’Ulisse omerico. Vorremmo che questa Odissea fosse tutto ciò. Equilibrio e mistero. Buon viaggio.
Il direttore Artistico
GianMarco Zappalaglio
Posto sullo sfondo della ridente Valle dell’Oglio, il Festival Odissea 2007. Le lingue. Le Città. Gli Eroi rappresenta un significativo contributo alla riscoperta delle nostre più antiche tradizioni culturali. Tradizione e identità sono le travi portanti di questa iniziativa che sa e ha saputo coniugare, in modo virtuoso, presente e passato.
Lungo le rive dell’Oglio, un percorso culturale ricco e articolato in grado di offrire, a un pubblico sempre molto esigente e attento, percorsi e proposte originali, con particolare attenzione alla scoperta di luoghi affascinanti e imprevedibili, caratterizzerà la settima edizione del Festival. Oltre ai consueti spettacoli e concerti, fiore all’occhiello della rassegna, si segnala il ritorno dell’iniziativa Filosofi lungo l’Oglio e della nuova sezione Naturalmente Arte.
Pur nella varietà del calendario di eventi proposti è possibile individuare, come del resto recita il titolo dell’iniziativa, tre temi portanti: lingue, città, eroi. Un crogiuolo di dialetti, si colloca quindi sullo sfondo di una geografia di città vive, pulsanti o immaginarie in cui eroi del presente, del passato portano un messaggio di virtuoso riscatto. E in questa Odissea 2007, in questo vagare come Odisseo per rotte antiche, l’uomo viaggia in un pelago a volte calmo a volte tormentato da tempeste, alla ricerca di una sua identità e di un sua dimensione.
Da Oriente a Occidente un insieme di voci, parole, sguardi e colori di una tradizione mai assopita, ma anzi ancora viva e pulsante, porrà sotto i nostri occhi la ricchezza delle tradizioni, di cui la Lombardia, con le sue numerose e variegate realtà, è generosa interprete.
Sono certo che questa VII edizione del Festival Odissea sarà ammantata da un significativo successo di pubblico, frutto di una feconda sinergia fra Istituzioni ed Enti che mi pregio di sottolineare. Ed è inoltre mia premura ringraziare tutti coloro che, con grande passione, hanno consentito, lavorando assiduamente, la buon riuscita della rassegna.
Massimo Zanello
Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia
Non può che essere di plauso la nota che di buon grado si vuole esprimere nei confronti del Festival della Valle dell’Oglio, giunto quest’anno alla settima edizione.
Ben 30 sono gli eventi programmati, distribuiti in 34 giornate e offerti alle comunità locali dislocate su un territorio omogeneo, segnato dall’acqua di un fiume che si fa testimone di sensibilità “consonanti”.
La professionalità con cui vengono programmate le varie sezioni del Festival, fra cui quest’anno vediamo distinguersi quella nuova dedicata al rapporto fra arte e natura, si trova puntualmente celebrata in una triade tematica che lega fra loro spettacoli e concerti e che è nominata “LE LINGUE, LE CITTA’, GLI EROI”: stimoli culturali ottimamente mediati per una sempre più diffusa fruizione.
Prima ancora che l’augurio per la buona riuscita delle manifestazione, valga il più caloroso compiacimento per quanto si è venuti costruendo con tanta passione.
Tecla Rondi
Assessore alla Cultura della Provincia di Bergamo
[…] Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Costantinos Kavafis, Itaca
Odissea: difficilmente si potrebbe trovare termine più adatto per definire questo variegato festival, capace di toccare ed anzi di coinvolgere attivamente tradizioni e culture tra loro anche molto distanti, e dislocate lungo un arco geografico di inconsueta ampiezza.
Odissea, sì, perché i trenta appuntamenti di questo vivacissimo festival, giunto ormai alla settima edizione, sembrano davvero tracciare un viaggio errabondo tra luoghi fisici e luoghi della mente, tra suoni e sapori, tra costumi e civiltà: insomma, qualcosa di non troppo diverso dal peregrinare sofferto, ma alla fine felice e vincente, dell’omerico Ulisse.
Il suo era stato un viaggio appassionante: in dieci anni di romanzesche peripezie aveva incontrato pressoché tutti i popoli del Mar Mediterraneo, si era confrontato con culture eterogenee ed aveva assaporato tradizioni diverse da quelle degli Achei che aveva guidato alla vittoria.
E nel far questo era cresciuto, perché aveva saputo assorbire il meglio di ogni civiltà.
Già prima di quel Rinascimento che ebbe Atene quale modello, Dante aveva capito: non fu certo un caso la scelta di Ulisse quale simbolo della continua, inesausta ricerca del sapere che caratterizza l’uomo. Lo aveva fatto morire – per opera di un possente gorgo – per la brama di conoscenza: lo aveva visto oltrepassare le terribili “Colonne d’Ercole”, e non per sfida alla sorte o per folle audacia, ma “per seguir virtute e canoscenza”.
Ma nonostante tale volontà di conoscere, di provare e di esperire, una cosa era rimasta incrollabile: il desiderio di tornare a Itaca. Perché Itaca era la casa, Itaca erano le origini, gli affetti, la cultura del proprio popolo.
Ecco, mi pare questo lo spirito del nostro festival: immergersi nelle tradizioni di popoli differenti e respirarne la profondità, ma ricordando sempre chi siamo, da dove veniamo e che cosa contraddistingue questa Valle dell’Oglio.
Perché questo fiume, che attraversa da nord e sud l’intero territorio della provincia di Brescia, così vasta, è capace di riassumerne la storia e l’essenza, convogliandole in quella più ampia e generale realtà storica, geografica e culturale che la valle del Po ben rappresenta.
Riccardo Minini
Assessore alle Attività e Beni Culturali e alla Valorizzazione delle Identità,
Culture e Lingue locali della Provincia di Brescia
Ci ha sempre incuriosito, di Odissea, l’essere invito e sprone al viaggio. Questo tema affascina l’uomo dall’inizio della sua storia. Pensiamo ad Omero e Marco Polo, a Hemingway e Karen Blixen. Accanto alla geografia concreta, trovano spazio – nella letteratura e nell’arte – i viaggi fantastici e simbolici di Dante e Cervantes, di Buzzati e Tolkien, e, oggi, quello in cui ci accompagnano Gian Marco Zappalaglio ed Enzo Cecchi.
La loro proposta culturale è colta ma di facile accesso, ricca di stimoli, unica nell’attenzione ad un pubblico sempre più numeroso ed affezionato, capace di rinnovarsi e di aprirsi a nuovi spazi di incontro.
Se Ulisse attraversava tutto lo spazio conosciuto, oggi, in una società globalizzata, dove ognuno è cittadino del mondo, il Piccolo Parallelo ci invita al recupero di noi stessi, dell’intimità, della capacità di emozionarci.
Una riflessione fuori dai circuiti tradizionali, in rapporto con l’esperienza collettiva ed il “senso comune”, perché diventi, infine, patrimonio rielaborato di ognuno. La realtà di Odissea testimonia anche quest’anno la proficua collaborazione degli Enti e dei Comuni nei territori di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova.
Un’occasione per partire dagli eroi della storia e della mitologia e diventare noi stessi eroi di un quotidiano, con le nostre storie e consegnare talenti alla Storia, intesa nel suo senso più alto.
on. Giuseppe Torchio
Presidente della Provincia di Cremona
prof.ssa Denis Spingardi
Assessore provinciale alla Cultura e alla Promozione del Territorio