Piccolo Parallelo
20 serate
40 eventi di teatro, musica, filosofia, camminate silenti
Penelope dunque, dopo cinque edizioni questa sesta sarà interamente dedicata a lei e a tutte le donne, o meglio all’immaginario femminile. A Penelope in attesa dell’amato Ulisse e alle altre…. quelle bruciate perché streghe, quelle che fuggono dal loro destino, quelle madri e quelle sante, quelle maledette del rock, quelle che cantano l’amore per l’uomo e quelle che cantano l’amore per Dio. Spettacoli e concerti, parole e canti, che non vedranno in scena solo donne, ma saranno tutti legati ad un filo immaginario che comporrà il variegato universo femminile.
Dalla Mongolia Urna Chahar-Tugchi con la sua voce paradisiaca incontrerà la sacralità del Cantico e di Maria Madddalena interpretati da Silvia, Luisa Pasello e Ares Tavolazzi. E poi l’urlo di Janis Joplin di Maria Grazia Solano, la voce suadente di Edith Piaf interpretata da Natalie Menta e le liriche medievali di Maria Grazia Mandruzzato. La passion flamenca delle spagnole Malasangre e la passion gitana del soprano bulgaro Daniela Diakova. E in fianco alle voci e ai canti, le parole, che inanellano storie come collane: le antiche nascite di Giuliana Musso, i roghi delle streghe di Lucilla Giagnoni, le tessitrici di trame di Laura Curino. Leggere e toccanti il Quartetto Euphoria ci condurrà in un ironico mondo femminile non lontano da quello comicamente quotidiano di Marina De Juli. Alla parodia ci penseranno Alessandro Fullin, Clelia Sedda e le Sorelle Suburbe mescolando il gusto popolare e l’avanguardia. Un fiume di voci e parole di donne, un’eco femminile, che riempirà la Valle dell’Oglio.
Oltre alla seconda edizione della Festa degli Asini di Monticelli d’Oglio saranno due i progetti speciali per il festival: Il respiro del fiume e Filosofi lungo l’Oglio.
Il respiro del fiume. Camminate notturne lungo l’Oglio. Esperienze sensoriali (e non spettacoli) guidate da Enzo Cecchi che porteranno gruppi di persone di notte nei boschi lungo il fiume. Per chi conosce l’Oglio sarà un modo nuovo di vivere il fiume, per gli altri un’escursione affascinante. Con misteriosi incontri lungo il cammino.
Filosofi lungo l’Oglio. Se Odissea deve la sua origine alla metafora del fiume e del viaggio, quattro lectiones filosofiche ne riproporranno la ritrascrizione attraverso le quattro fasi della vita dell’uomo: nascita, giovinezza, età adulta e senescenza. Francesca Nodari coordinatrice scientifica del progetto ha chiamato a discutere di questi temi grandi maestri del pensiero contemporaneo: Silvia Giacomoni, Mirella Floris, Salvatore Natoli e Paolo De Benedetti.
Dopo Ulisse, le Sirene, il tam tam e il didjeridu, quest’anno sarà Penelope la figura guida. Le serate di spettacolo saranno aperte con brevi racconti dall’attrice Giorgia Scalmani, dalle sue mani una grande tela si dipanerà per tutta la durata di ODISSEA 2006. Anche per quest’ anno: buon viaggio.
Il direttore artistico
GianMarco Zappalaglio
Torna ad animare l’estate della Valle dell’Oglio il Festival Odissea, l’originale e attesa rassegna di teatro, musica, filosofia e camminate notturne lungo il fiume Oglio. Nell’ambito di un fitto calendario avranno così luogo dal 27 giugno al 30 luglio p.v. ben 37 manifestazioni ed eventi culturali che saranno offerti gratuitamente alla cittadinanza e ai suoi ospiti. Filo conduttore di questa sesta edizione 2006: Penelope, l’universo femminile declinato nella storia, nel mito e nel presente. Difficile sintetizzare la ricchezza davvero notevole di questo Festival il cui principale scopo è regalare occasioni di incontro e confronto tra diverse culture nello splendido e affascinante contesto della Valle dell’Oglio.
Regione Lombardia, da sempre rispettosa del pluralismo culturale e territoriale, che è elemento peculiare delle tradizioni storiche della Lombardia, è particolarmente attenta e vicina, attraverso il sostegno concreto, alle iniziative che, come questa, contribuiscono in modo specifico alla migliore conoscenza e all’adeguato approfondimento del concetto di cultura quale è stato concretamente elaborato e proposto dal Governo Regionale. Con la VII Legislatura Lombarda (2000-2005) e con l’VIII attualmente in corso (2005-2010), l’Assessorato regionale alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia da me diretto ha, infatti, conferito alla cultura il ruolo assai preciso e positivo che fa di essa un essenziale quanto imprescindibile “fattore di sviluppo”. Cultura, perciò, come complesso di valori etici ed educativi ma anche come efficace “volano” e stimolo per le attività civili, sociali ed economiche.
Un ulteriore elemento di merito va, inoltre, individuato nella natura interprovinciale e intercomunale del Festival che, in una ben riuscita e coordinata azione di promozione culturale per le Comunità bresciana, cremonese e bergamasca, costituisce un’autentica attuazione dei fondamentali principi di sussidiarietà e di parternariato, sostenuti con convinzione dall’Assessorato da me diretto. Nel rinnovare sincero apprezzamento per l’ottimo lavoro di organizzazione e di contenuti svolto dall’Associazione Piccolo Parallelo e da tutti gli Enti coinvolti, auspico che la Comunità lombarda assuma sempre più, anche seguendo il paradigmatico viaggio di Odissea, la piena consapevolezza del ruolo che la Città, la Provincia e il territorio, in sinergia con Regione Lombardia, devono svolgere nel coordinare le attività culturali alla realtà produttiva, territoriale e, soprattutto, alla nuova e importante vocazione turistica.
Prof. Ettore A. Albertoni
Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia
“Questo fiume si come origine, et nascimento è proprio Bresciano, così anco per antichi privilegi de Imperatori è stato concesso alla Chiesa, et Città di Brescia”. In tal modo, nel 1609, Giovanni Da Lezze giustificava i diritti di Brescia sul fiume Oglio aggiungendo che “la vera, et legitima Patronia” si estendeva “per 100 trabucchi oltre di là” della riva destra.
La difesa del pieno possesso dei diritti sul fiume, e dei territori attigui, sarà causa per i bresciani, nel corso di molti secoli, di forti tensioni e scontri con i confinanti.
Se con i bergamaschi la comune appartenenza allo stato veneto ridimensionò, fin dalla prima metà del Quattrocento, i motivi di contrasti, questi permasero per tutta l’età moderna con i cremonesi sia per motivi di confine politico, sia per il controllo delle acque.
Oggi le tre province sono tutte pienamente consapevoli dell’importanza culturale, antropologica ed economica del “loro” fiume. Anche per questo, iniziative quali ODISSEA 2006 – FESTIVAL DELLA VALLE DELL’OGLIO (giunta fra l’altro alla sesta edizione) sono tanto gradite quanto significative, perché sottolineano il ruolo di una più ampia realtà territoriale. Insomma, un fiume lombardo -e le sue terre- che ha offerto dall’età napoleonica in su un processo di sviluppo comune ed è diventato luogo d’incontro e scambio per le popolazioni rivierasche.
Tale scambio, quando è autentico, coinvolge la cultura (“teatro, musica, filosofia, camminate silenti” così come specifica il sottotitolo di questo festival) e sprona le istituzioni sul territorio (la Regione, le Province e i suoi Comuni, il Parco). Inoltre se, come diceva nel 1567 il podestà Francesco Tagliapietra, “l’Oglio è come il Nilo” per quanto rendeva “fertile il terreno che causa grandissima ubertà di biade” è la fertilità, con la femminilità, ad essere la seconda linea guida di questa kermesse. Ancor più diremmo “l’immaginario femminile” un universo che la storia, e la cultura passata, ha ingiustamente travisato e trascurato.
PENELOPE diventa quindi figura guida, che rappresenta la dedizione -mai passiva-, la forza -mai invasiva-, ma anche le “altre”… coloro che sono vissute, fino a meno di un secolo fa, in condizioni paralizzanti, in cui sono stati negati l’accesso all’istruzione e all’istituzione –per giocare un po’ fra parole e concetti; coloro a cui è stata negata la possibilità di realizzare i propri sogni.
Oltre agli incontri di buona caratura, alle voci, ai canti, alle parole agli echi poetici che riempiranno la Valle dell’Oglio, ci piace segnalare i due pregevoli progetti speciali del festival “Il respiro del fiume. Camminate notturne lungo l’Oglio”, quindi “l’Odissea del viaggio” che chiama a discutere sulle “fasi” della vita di filosofi del pensiero contemporaneo. Tutto nelle piazze, nei sagrati, castelli, oratori, teatri, (coordinati da un “Piccolo Parallelo” assolutamente “grande”), i quali insieme avvertono la presenza, magnetica e perenne di un fiume.
Massimo Gelmini
Vicepresidente della Provincia di Brescia
Come ogni anno Odissea invita il pubblico ad un viaggio affascinante alla scoperta o alla riscoperta di se stessi. Ogni serata offre ai novelli Ulisse appunti di viaggio che diventano stimolo alla riflessione, ma anche tappe di una presa di coscienza, momenti di un approfondimento verso il mondo in cui viviamo, "rinascendo" alla consapevolezza grazie al sapersi mettere in discussione. In questo sta il segreto del successo della rassegna. Poesia, teatro ma anche conoscenza dei luoghi del nostro vivere. Il fiume, che da sempre ci ospita sulle sue sponde, si riempie di nuovi segnali: le pietre, le piante svelano segni misteriosi che in precedenza non dicevano nulla ma, a saperli decifrare, sono segnali attraverso cui i luoghi manifestano il loro passato. Gli organizzatori del Piccolo Parallelo sembrano aver trovato la mappa di questo cammino che si fa palpitante metafora esistenziale. E ci invitano a vivere insieme questa avventura.
Un po’ come accade in un racconto di Anna Maria Ortese: Eugenia l'adolescente protagonista di "Un paio di occhiali" scopre il mondo quando finalmente le comprano lo strumento per migliorare la propria vista. Ma il mondo risulta orribile, e la ragazzina, disgustata, preferisce i contorni acquosi della miopia. Con la differenza – non trascurabile – che in Odissea è chiara la consapevolezza della necessità di affinare progressivamente la propria visione, con "occhiali" che noi stessi andiamo preparando: sono "lenti" mentali che pian piano ci aiutano a mettere a fuoco la realtà, a scoprire nuovi percorsi, ma anche ad avere la forza, le spalle, per reggere ed elaborare quello che vediamo, una forza che deriva dall'esperienza, per cui il mondo infinito, e le sue contraddizioni, non sembrano sopraffarci. Solo in questo modo si riesce a recuperare la gioia di vivere e l'infinita meraviglia di fronte al cosmo.
Il ruolo di guida, gli organizzatori, lo hanno affidato alle donne che ci parlano con "naturalezza", con spontaneità, senza mai rinunciare a riflessioni che sono il frutto di un’attenta analisi. Artiste che leggono, attraverso la propria consapevolezza, la realtà. Ci regalano il loro punto di vista ironico e disincantato, di grande efficacia, che si confronta continuamente con la storia, partendo sempre da sé, un sé che cambia e si evolve, analizza se stesso con la consapevolezza dell'oggi, ma ricordando la lezione del passato. Ci torna alla mente Mary Daly che, nel suo ultimo libro “Quintessenza”, ci esorta a conoscere la vita il più possibile. “Le Donne – scrive l’autrice americana – sono Qui e Ora, colme della responsabilità di far saltare i muri che sono stati creati nelle nostre menti, nelle nostre anime”.
on. Giuseppe Torchio
Presidente della Provincia di Cremona
Denis Spingardi
Assessore provinciale alla Cultura
L’acqua del fiume, anche quest’anno, raccoglie l’eco degli eventi che il Festival della Valle dell’Oglio propone per la sesta volta.
Ma questa edizione assume un significato affatto speciale per essere essa dedicata a Penelope, figura guida di un viaggio nell’immaginario femminile, costruito mediante numerosi eventi teatrali, musicali e filosofici.
Anche in questa occasione sono Province e Comuni diversi che nell’assumere e conferire reciproca idoneità, si aprono a nuove, antiche, magiche parole che molto vogliono raccontarci del misterioso e affascinante universo fatto di voci e di parole “di donna”.
Prima ancora che l’augurio per la buona riuscita delle manifestazione, valga il più caloroso compiacimento per quanto si è venuti costruendo con intelligente passione.
Tecla Rondi
Assessore alla Cultura della Provincia di Bergamo