23 giugno - 30 luglio 2005ODISSEA
Festival della Valle dell’Oglio
Presentazione
23 giugno - 30 luglio 2005“LA TERRA NON GIRA O BESTIE!” urlava Giovanni Paneroni, bizzarra e affascinante figura di astronomo ambulante bresciano (di professione gelataio e tiramolla), che agli inizi del ‘900 radunava le folle nelle aule universitarie, nei Teatri e nelle piazze delle grandi città del Nord per dimostrare con esperimenti molto naif come la terra non potesse girare. A lui, esponente estremo di una mentalità popolare che crede solo all’evidenza (…lo si poteva pure vedere che la terra era ferma ..…) vorremmo dedicare questa quinta edizione di ODISSEA. In una pianura bagnata dal fiume Oglio, dalle nebbie invernali e da un cielo che quando riesce ad essere limpido ti squarcia il cuore. Su a nord, visibili le montagne, giù molto lontano, forse il mare. Impregnati di magia e di concreta bellezza, i paesi, le corti, i castelli e i sagrati che andremo a visitare. Con racconti, fiabe, ricordi, musiche, pezzetti di sogni in attesa che i fatti del mondo ci passino accanto: “la terra non gira o bestie!”
Odissea 2005 sarà tradizione e rinnovamento, dialetti e accademia, poesie e racconto, lirica ed epica. Il mistero e la magia della parola. Inventata, parlata o ritmata. Musicata o spezzata. Ascoltata e ricordata. In quaranta giorni sfileranno lungo l’Oglio grandi raccontatori, voci fra le più vive e interessanti del nostro teatro, quasi filosofi e visionari. E musiche importanti da altri paesi del mondo (Turchia, Messico, Bulgaria, India). Ci racconteranno un mondo dove la magia si mescola al sogno, dove la vita e la morte si sovrappongono, dove la speranza e l’ incredulità sono il motore della vita: “la terra non gira o bestie!”
E ci aspetta una cosmogonia di serate fra l’eretico e il popolare: Giovanni Lindo Ferretti con le sue liriche aspre, il santo jullare di Mario Pirovano, le mute donne dantesche di Lucilla Giagnoni, gli orchi e le fate di Ascanio Celestini, l’impiccato di Roberto Corona, le tracce sensibili di Marco Baliani, il Teatro Tascabile e il canto dei Mariachis messicani, le canzoni e le danze bulgare di Sissy Atanassova, le rime del menestrello David Riondino e del turco Derya Tekkali, la crudele Odissea degli immigrati di Bebo Storti e Renato Sarti, i tamburi e le trombe degli anglo/indiani Achanak: “la terra non gira o bestie!”
Due le iniziative a tema: una Festa degli Asini e una serata dedicata allo scomparso Tiziano Terzani, “l’indovino” “eretico” che vorremmo ancora avere fra noi.
E per iniziare le serate tornerà lo stralunato Ulisse di Enzo G. Cecchi che nella prima edizione raccontava favole agli adulti. Questa volta narrerà storie di questa pianura con su al nord le montagne e giù molto lontano, il mare, forse. Un Ulisse non molto diverso da quel Paneroni dell’inizio: “La terra non gira o bestie!” è l’umanità che si è messa in moto.
GianMarco Zappalaglio