ODISSEA
Festival della Valle dell’Oglio
Introduzione
ODISSEA alla sua seconda edizione diventa Festival della Valle dell’Oglio. Un festival itinerante di teatro, musica, danza, conferenze che toccherà sette Comuni: Soncino, Villachiara, Orzinuovi, Romanengo, Borgo San Giacomo, Pumenengo e Torre Pallavicina e tre Province: Bergamo, Brescia e Cremona. Territori bresciani, cremonesi e bergamaschi ma soprattutto “fluviali”, dall’antica storia del fiume Oglio il cui corso ha determinato la geografia, la natura, la vita e quindi anche le singolari affinità di questi paesi e di migliaia di persone che hanno operato e vissuto in questa grande zona della Valle Padana. Il cuore della Lombardia potremmo dire, pulsante di una arteria ancora viva eppure quasi dimenticata, un’arteria che divide, separa e nel contempo unisce. E questa nostra Odissea è pensata per portarci a rivedere o riscoprire la bellezza di luoghi e dei paesaggi. Le piazze, le rocche e castelli, parchi, cascine e boschi in una pianura apparentemente calma e uguale, divisa e unita da quell’antico scorrere di acque del fiume Oglio. Il fiume Oglio, spina dorsale di questo territorio torna al centro di un progetto che oltre a richiamare un pubblico curioso e itinerante offrirà opportunità anche a chi pratica un turismo culturale ed ambientale. Anche quest’anno Odissea sarà un insieme di serate. Serate per spettatori sensibili che proporranno temi, riflessioni o intenzioni. Quindi ancora passato e futuro oltre che presente, danze scatenate, racconti, musica, strambe o scientifiche conferenze e spettacoli teatrali. E per caratterizzare maggiormente il Festival si aggiungeranno quest’anno alcuni eventi appositamente creati per l’occasione. E una mostra dell’artista Angelo Noce che con le sue mappe segnerà ogni tappa di Odissea. Per questa seconda edizione a guidarci saranno le sirene. Esseri bellissimi e mitologici metà donne metà pesce. Affascinanti e diverse con tutti i significati e percorsi mentali che evocano. Una, tante sirene con melodie diverse che di volta in volta apriranno il varco, ci rapiranno a sé per introdurci alla serata. Una sirena che apparirà da un balcone, da un albero, all’interno di un passaggio. Ma contemporaneamente anche grande madre che con il suo canto ci riporta a sé.
il Direttore artistico
Gian Marco Zappalaglio